CONTROLLED FOREIGN COMPANY

Corte di Cassazione, Sezione TRI, Civile, Sentenza, 7 dicembre 2022, n. 36050

In tema di imposte sui redditi, il principio di imputazione dei redditi della controllata, residente in uno Stato a fiscalità privilegiata, alla controllante residente in Italia, previsto dall’art. 167 (già 127 bis) del d.P.R. n. 917 del 1986, nel testo vigente “ratione temporis”, al fine di contrastare i fenomeni di delocalizzazione all’estero di imprese nazionali, non trova applicazione ove si dimostri che la “controlled foreign company” svolga un’effettiva attività industriale o commerciale nel territorio di insediamento, mentre è irrilevante l’eventuale requisito dell’autonomia decisionale della controllata estera rispetto alla controllante residente in Italia, in quanto estraneo all’interpretazione sia letterale che teleologica della normativa antielusiva, che presuppone, quale sua condizione applicativa, proprio l’esistenza di un rapporto di controllo tra le società. (CED, Cassazione, 2022)